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Il gusto di leggere- La città che profuma di coriandolo e cannella” di Rafik Schami e Maria Fadel

2024-04-13 17:06

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Il gusto di leggere- La città che profuma di coriandolo e cannella” di Rafik Schami e Maria Fadel

Per ogni quartiere, una pietanza e un pezzo di storia di una città che, nel tempo, ha ospitato la testa di San Giovanni Battista e assistito alle gesta di Sala

Sulla via di Damasco, Saulo vide una luce scendere dal cielo e da persecutore divenne Apostolo. A Damasco si estraevano essenze profumate di rosa damascena, si intrecciavano rotte di mercanti e carovanieri e convivevano le tre grandi religioni monoteiste. Oggi la televisione ci porta in casa le immagini di una città ferita, martoriata, distrutta da anni di guerra.


Rafik Schami è un chimico, uno scienziato ed è siriano; per ragioni politiche, dal 1971 vive in esilio in Germania e non può tornare nel suo Paese. Nel tempo, la scrittura ha preso il posto della scienza tanto da diventare uno dei più apprezzati scrittori di lingua tedesca. A un certo punto della sua vita, la nostalgia si fa sempre più forte e, poiché il ricordo vive di odori e sapori, chiede alla sorella Maria di raccogliere le ricette tradizionali e di mandargliele così da poter ritrovare il gusto di casa. Maria comincia a girare per la città, facendo visita a parenti, amici, conoscenti, bar, ristoranti e caffetterie, e a ognuno chiede la sua ricetta più antica e preziosa da inviare al fratello. Dopo ogni passeggiata, dopo ogni visita, lo chiama al telefono e gliela detta. Ma insieme racconta strade e architetture, incontri e persone, negozi e monumenti. Ogni piatto riporta alla memoria momenti di vita familiare, consuetudini diffuse, volti dimenticati, affetti radicati e profondi seppur impediti dalla lontananza forzata. In ogni spezia, ortaggio, legume c’è un vicolo o un arco, il portale di una Chiesa e la cupola di una Moschea. Per ogni quartiere, una pietanza e un pezzo di storia di una città che, nel tempo, ha ospitato la testa di San Giovanni Battista e assistito alle gesta di Saladino. La cucina, insomma, è uno strumento per narrare la storia di una città, di una comunità, di una famiglia. E’ un libro, questo, che testimonia inequivocabilmente il potere evocativo del cibo, la sua capacità di riportare alla mente e al cuore emozioni, pensieri, sentimenti; e testimonia, ancora, come ogni cucina tipica sia il risultato di straordinarie combinazioni geografiche e storiche e come, quindi, attraverso il cibo possiamo imparare a conoscere l’altro, il diverso, lo straniero che tale non sarà più dopo che lo avremo assaggiato.



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