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Il gusto di leggere- Isabel Allende : “Afrodita”

2024-04-13 17:15

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Il gusto di leggere,

Il gusto di leggere- Isabel Allende : “Afrodita”

...non vi è nulla di più afrodisiaco dell’essere innamorati. In fondo, cosa può esservi di più eccitante dell’amore?

Milioni di anni di evoluzione hanno fatto sì che le funzioni essenziali per la sopravvivenza e il perpetuarsi della specie, la nutrizione e la riproduzione, fossero legate al piacere. Ciò significa che la vita ha bisogno della gioia. Tavola e talamo sono indissolubilmente legati; di conseguenza, da quando la cucina è entrata nella storia dell’umanità, uomini e donne hanno cercato quegli alimenti che potessero favorire gli incontri amorosi. “Sesso e appetito sono i grandi motori della storia, conservano e diffondono la specie, provocano guerre e ispirano canzoni…” così scrive, nel suo “Afrodita” ,Isabel Allende, una delle scrittrici più conosciute ed apprezzate della letteratura sudamericana contemporanea; in questo libro, divenuto ormai un vero classico, si intrecciano racconti , ricette, memorie e pagine di letteratura. Ancora una volta il cibo è un pretesto per parlare d’altro, o meglio, è che dentro il cibo ci sta dentro tutto il resto. E così le pagine attraversano la storia e i continenti; dai consigli di Galeno alle prescrizioni del monaco ungherese Oscar Kiss-Maerth, dagli indios dell’Amazzonia che confidano nelle proprietà stimolanti della carne di caimano, al “curanto”, una sorta di stufato comprendente carne, pesce, frutti di mare, erbe e spezie, patate e mais, che gli abitanti dell’Isola di Pasqua preparano in una grande festa collettiva. Scopriamo che Luigi XV abbondava nell’uso di zenzero fresco, che mescolava a tuorlo d’uovo battuto, per garantirsi notti d’amore “reali” e che Caterina di Russia che essendo rimasta vedova assai giovane ebbe tanti amanti, tra cui il celebre Potemkin, facesse servire loro un’omelette farcita di cipollotti freschi e fettine di salmone affumicato e accompagnata da panna acida (ma va bene anche dello yogurt bianco non dolce) e caviale beluga. La Bibbia, nel Cantico dei Cantici, consiglia datteri e miele, il Giardino Profumato, testo classico di tradizione islamista risalente al XVI secolo, suggerisce uova fritte nel burro e condite con pepe e cinnamomo. Anche Pablo Neruda, forse il più amato poeta del novecento, premio Nobel per la letteratura, celebra l’unione di talamo e tavola e, persuaso delle virtù del grongo, suggerisce la sua ricetta nell’ “Ode alla zuppa di grongo”; in versi straordinari il Poeta racconta della pesca e della preparazione e di come, attraverso sapori e profumi, chi la assaggia conoscerà il cielo. E siccome il grongo non si pesca solo nei freddi mari del Cile, ma anche nelle acque siciliane, per San Valentino provate a gustarlo in un brodetto ristretto preparato con aglio, cipolla e pomodoro, cui si aggiungono dei gamberi e si adagia il pesce, lasciandolo cuocere sino a che l’intingolo sia denso. Ma ricordate però che, come scrive la Allende alla fine di questo stuzzicante libro, non vi è nulla di più afrodisiaco dell’essere innamorati. In fondo, cosa può esservi di più eccitante dell’amore?



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